
Con ‘Il mistero dell’assenza’ ho cercato di esplorare i confini invisibili della memoria e dello spazio urbano attraverso frammenti di tempo che si intersecano.
Il mio viaggio inizia con il ricordo di un passato perduto, dove la natura si riappropria dei segni della vecchia socialità, soffocandoli. Prosegue poi in un presente difficile, sospeso sotto il cemento delle nostre città; qui le tracce umane che fotografo convivono con i simboli di una bellezza antica, quella radice e quel passato che ciascuno di noi si porta dentro come un rifugio intimo. Questo percorso trova infine il suo culmine nel silenzio di un corpo negato allo sguardo, parzialmente celato da un muro, custode di un vissuto interiore per me inaccessibile.
Attraverso questi scatti voglio raccontare che l’assenza non è mai un vuoto assoluto, ma una densa stratificazione di storie, ricordi e dignità nascoste che scelgo di proteggere e svelare.”







